sabato 21 dicembre 2013

Un Natale Chic

 
Cari amici,
il Natale è la festa per antonomasia più attesa dell'anno. Occasione speciale da condividere con le persone care.
Ecco perchè ho deciso di darvi qualche consiglio su come apparecchiare la tavola e mostrarvi alcune idee per decorare il banchetto del giorno di festa.
Spero di potervi sare qualche spunto! 

La tavola
Vestire la tavola natalizia richiede un tocco magico, raffinatezza e tanta passione. La tavola di Natale deve essere sobria, elegante e ricercata. La padrona di casa potrà pensare a una tovaglia bianca, verde, beige o rossa con tovaglioli in cordinato, piatti di porcellana bordati, bicchieri di cristallo della stessa linea e posate d'argento.

 
 
 
Dettagli di stile: il centrotavola, vista l'occasione speciale, potrà essere decorato di bacche, agrifoglio, rose, rami di abete, nastri, alzine e candele di varie misure.
Deve sempre avere una forma circolare e non deve superare i 25-30 cm di altezza in modo da consentire ai commensali di potersi guardare negli occhi e conversare senza alcuno ostacolo visivo.
Chi desidera una nota raffinata può anche inserire dei candelieri o dei candelabri d'argento.  
 
I segnaposti
Assegnare il posto è il compito della padrona di casa. Nel corso degli ultimi anni l'uso del segnaposto è diventato elemento quasi indispensabile. Si può scegliere tra diverse tipologie di segnaposto: si può scegliere di creare o farsi creare da un fioraio di fiducia delle piccole composizioni floreali da porre sopra la tavola per identificare ciascun commensale.
Io, personalmente, amo accostare ai segnaposti bigliettini con il nome di ciascun invitato, in modo che possano liberamente occupare posto senza che io nel momento lo debba assegnare loro.
 
La disposizione dei posti a tavola
A capo tavola siedono i padroni di casa, alla loro destra, rispettivamente, l'inviatatoa e l'invitato di maggior riguardo. E' buona regola rispettare l'alternanza uomo e disporre gli ospiti in base agli interessi e alle personalità più affini. Ciò consente di amalgamare bene i commensali per la riuscita di una cena.
 
Il menù di Natale classico
Antipasto: cappesante con arancia e sherry, blinis con salmone affumicato e creme fraiche.
 
Primo piatto: ravioli di carne o agnolotti, crespelle al prosciutto e funghi, vellutata di verdure.
 
Secondo piatto: Pietanze a base di pesce.
 
Dolce tradizionale: panettone o pandoro con crema alla vaniglia o al cioccolato.
 
Frutta secca, mandarini, melograno, arance.
 
 
 
 

venerdì 20 dicembre 2013

Torta di mele delle nonna
 
 
        Ingredienti:

· 200g di farina
· 200 g di zucchero
· Il succo e la scorza grattugiata di un limone
· 1 bustina di lievito
· Vaniglia
· 200 ml di latte
· 2 uova
· 100 g di burro
· 500 g di mele

Sbucciate le mele, privatele del nocciolo e tagliatele a fettine di circa 3 mm di spessore. Cospargete sulle fette la scorza grattugiata e il succo di un limone e mettete da parte.

In un’altra terrina mettete le uova e lo zucchero e sbattete il composto fino a quando quest’ultimo non si sarà sciolto. Aggiungete poi il burro liquido, il latte, la vaniglia, il lievito e la farina precedentemente setacciata e lavorate l’impasto fino ad ottenere la giusta consistenza.

Imburrate e infarinate la teglia e versatevi l’impasto. Muovetela leggermente per livellare la superficie e iniziate a disporvi le fettine di mela a vostro gusto!

 
Lasciate cuocere per 50 minuti a 180° e una volta fatta raffreddare, cospargete la superficie della torta con dello zucchero a velo!

Maria Antonietta Azara

 

sabato 19 ottobre 2013

Intervista alla scrittrice Annalisa Seveso,
autrice del romanzo "Sotto la pelle".
 
 

 
Cari lettori, eccoci alla seconda puntata della rubrica "L'intervista agli autori".
Oggi ho il piacere di parlare con una scrittrice conosciuta mediate un'amica in comune: Maria Thea. Il suo quarto romanzo "Sotto la pelle", edito dalla Demian Editore a Giugno, è entrato a far parte della rassegna letteraria "Una notte nell'isola che c'è" 2013.
 
#Per leggere la recensione del romanzo clicca qui.
 
 
Ciao Annalisa, e benvenuta nella mia rubrica "L'intervista agli autori".

1) Che donna e scrittrice sei? Come ti descriveresti ai miei lettori?
Io sono una persona molto semplice, una moglie, una mamma e anche una persona che ama da sempre la lettura e la scrittura. Non saprei bene come descrivermi, forse sono semplicemente una come tante che cerca di non rinunciare al proprio sogno e si sforza perché possa realizzarsi. A volte vorrei avere la bacchetta magica e bibidi bobidi booo: eccomi pubblicare un libro con Mondadori! Mi deprimo davanti ai rifiuti, ma sono testarda e, nonostante le delusioni, non smetterò mai di tentare.

2) Com'è nato il tuo amore per la scrittura?
Il mio amore per la lettura e la scrittura è nato grazie e una grandissima professoressa che avevo alle scuole medie, che si chiama Pasqualina e con la quale sono ancora in contatto. Lei è stata la prima persona che si è resa conto che le mie difficoltà nel leggere erano legate a una leggera forma di dislessia e lo sapeva perché anche suo fratello ne soffriva in quegli anni dove se leggevi con difficoltà per tutti eri solo pigra e svogliata. Lei mi ha aiutata a superare un momento no, mi ha consigliato libri meravigliosi, mi ha insegnato come non perdere il filo del discorso mentre scrivevo e soprattutto mi ha detto chiaramente che tutto può essere realizzato grazie all’impegno. Una volta che ho avuto più fiducia in me stessa ho iniziato a scrivere piccoli racconti e li inviavo ai giornaletti degli anni ’80 come Pupa, Cioè ecc… Si trattava di racconti brevi e qualche volta sono anche stata pubblicata. Da quel momento non sono più riuscita a fermarmi.

3) "Sotto la pelle" è il tuo quarto romanzo. Come nasce l'idea per questo libro?
"Sotto la pelle" è nato una sera per caso. Una di quelle sere invernali dove non c’era nulla in televisione e facendo zapping mi sono imbattuta in Via col vento. Guardavo la storia con poca attenzione, forse perché credo sia uno di quei film che bene o male conosciamo tutti a memoria e mentre vedevo scorrere le immagine e pensavo a quando fosse antipatica Rossella in alcuni passaggi della storia mi sono chiesta: -Se l’avessi scritto tu, come sarebbe stato? - Beh, la risposta è stata che avrei fatto tutto alla rovescia, tutto diversamente e così ho iniziato a buttare giù qualche riga, a delineare i personaggi e alla fine mi sono ritrovata con un romanzo che raccontava a modo mio questo periodo storico così particolare e affascinante.

4) La copertina è molto particolare e carica di significato! Vuoi descrivercela?
La copertina è stata realizzata da una mia cara amica di nome Sabina Botti che è una bravissima pittrice. Le ho raccontato la trama del mio romanzo e ha pensato a questa immagine di donna, con delle foglie al posto dei capelli che indicano il suo attaccamento alla terra in cui è nata. Il suo viso guarda verso destra come a voler dare un’ultima occhiata al suo passato per non dimenticare cosa l’ha resa la donna che è diventata, mentre il corpo è rivolto a destra perché il futuro non la spaventa e ha voglia di andargli incontro.

5) Un romanzo ambientato nella guerra di secessione americana, nordisti e sudisti, Lincoln. Quanta ricerca è occorsa per integrare perfettamente le vicende umane con quelle storiche?
La ricerca storica è stata forse una delle cose (lo so’ sono pazza) divertenti. Io amo da sempre la storia, ma ovviamente decidere di ambientare un romanzo in un determinato periodo così diverso dal nostro mi ha portata ad approfondire ciò che conoscevo. Sono andata in cantina a riesumare i miei vecchi libri delle superiori perché mi piace assaporare il gusto della carta tra le mani, ma non è stato sufficiente e così sono ricorsa a internet, e ad immagini dell’epoca per vedere la moda, gli accessori, gli arredamenti e tutto quello che mi poteva servire per dare veridicità alla narrazione.

6) Alicia, la classica adolescente ricca e viziata che si ritrova a fare i conti con la difficile realtà! Come è nato questo perdonaggio?
In realtà questo personaggio è nato in maniera molto semplice e spontanea. Ho immaginato questa ragazzina che giocava ai bordi del torrente durante un pomeriggio d’estate. Me la sono immaginata fisicamente come una bella ragazza con lunghi capelli scuri e la carnagione candida. Ho immaginato una ragazza di buona famiglia, che non si era mai sentita dire di "no", ma che nonostante il carattere pepato, da ridimensionare, fosse fondamentalmente buona d’animo e per questo propensa al cambiamento. Così è stata plasmata a seconda delle mie esigenze letterarie.

7) Com'è nato il personaggio della matrigna cattiva Natalie?
 Natalie è un personaggio cattivo, ma anche buffo e grottesco perché, nonostante le sue macchinazioni, alla fine il male non può vincere, o per lo mento non in modo così spudorato. Natalie nasce perché tutti noi abbiamo dentro una piccola parte di cattiveria che generalmente tendiamo a mettere a tacere. Lei mi è servita non solo per rendere il romanzo più accattivante, ma anche per esorcizzare quella non propriamente pura che penso di avere dentro di me e devo dire che scrivere di Natalie Miller mi ha molto divertita. Adesso che ho avuto modo di guardare in faccia alcuni miei difetti e di gioire nel rendermi conto che altri, invece, non mi appartengono, mi sento decisamente meglio.

8) Quello che mi ha stupito nella caratterizzazione dei personaggi è che, benchè inizialmente si configurino i "buoni" e "cattivi", alla fine anche i "cattivi" dimostrano di avere delle buone ragioni per essere tali. Credi che sia così anche nella vita?
Forse sono un’illusa, ma sono convinta che nessuno nasca cattivo. Sono la vita e le esperienze che si fanno durante il percorso a renderci persone più propense verso il bene o verso il male: ecco perché Natalie non poteva essere la megera punto e basta!!! In quel caso sarebbe stato un personaggio bidimensionale e poco veritiero. Io l’ho resa cattiva perché le numerose esperienze negative l’hanno portata a voler difendere se stessa dal mondo.

9) Tre motivi essenziali per i quali coloro che leggeranno quest'intervista dovrebbero comprare il tuo romanzo!
 Prima di tutto la curiosità di leggere un romanzo particolare che per la prima volta parla della guerra di secessione da un punto di vista nordista. Secondariamente perché penso sia giusto darmi una possibilità per poter entrare nel cuore delle persone. Terzo semplicemente perché vorrei regalare un po’ di me e dei miei sogni a chiunque avrà la voglia e la bontà di dedicarmi un po’ di tempo.

10) C'è una prossima uscita? E se si, qualche anticipazione?
C’è un libro già finito e corretto che si intitola "L’ora del lupo", con il quale intendo partecipare a un concorso letterario, ma in vista per il momento non c’è nessuna pubblicazione.
Grazie mille per questa magnifica opportunità che mi stai dando e vorrei mandare un abbraccio a tutti.
Annalisa.


Ringrazio di cuore Annalisa per la grande disponibilità e onestà intellettuale con la quale ha deciso di rispondere alle mie domande! Spero che l'intervista vi sia piaciuta (se si, condividetela su i vostri social network preferiti)! A presto con una nuova intervista e un nuovo autore!

Maria Antonietta Azara

giovedì 12 settembre 2013

Casa editrice emergente e molto valida... "Cultura e dintorni editore"



Carissimi amici,
voglio proporvi una lettera inviataci dal Signor Luca Carbonara, della casa editrice Cultura e dintorni, come lettera di  accompagnamento e saluti alla presentazione del romanzo "C'era una volta la Rivoluzione" di Filippo Pace!

Pubblico la lettera, con il beneplacito dell'editore, per pubblicizzare questa casa editrice romana che merita di essere presa in considerazione qualora decidiate di pubblicare qualche vostra opera letteraria!
Nella lettera trovate i contatti e il sito web dell'editore!

Maria Antonietta Azara




                                                     Roma, 25/08/2013

                         Presentazione di
“C’era una volta la Rivoluzione”di Filippo Pace
Rivolgo innanzitutto un sentito saluto di benvenuto a tutti i presenti, all’autore e agli organizzatori dell’evento che ringrazio in modo particolare per il loro impegno e l’abnegazione che profondono nel promuovere la Cultura anche attraverso la presentazione di libri. Nella definizione di “Isola che c’è” c’è appunto tutta la loro carica ideale che condivido e che si sostanzia anche oggi in questo nuovo appuntamento. Da editore della casa editrice “Cultura e dintorni” tengo in primo luogo a sottolineare il valore letterario del testo: la qualità della forma e la cifra linguistica (segnalo in particolare la raffinatezza del linguaggio limpido nella sua apparente semplicità ed immediatezza, doti richieste dall’economia del testo), in secondo luogo sono interessanti gli spunti di riflessione a cui si presta l’opera attraverso il suo contenuto sempre sostenuto dal ritmo avvincente e incalzante delle azioni: il Tempo, che scorre implacabile su un doppio binario; l’amicizia nata nell’infanzia dei protagonisti e sottoposta alla prova del Tempo;  la Rivoluzione (o le Rivoluzioni), come ideale e come concetto con i quali confrontarsi, oggi come ieri. Tutto questo per dire che è stato un privilegio e un onore aver dato alle stampe questo libro. Il giovane autore Filippo Pace (docente di Italiano e Latino presso il Liceo Scientifico di Olbia) merita allora una particolare attenzione da parte dei lettori (lo stesso titolo risulta essere particolarmente evocativo).
Il genere prescelto, inoltre, il giallo-noir, richiede a chi lo tratta una notevole esperienza ma l’opera del giovane Filippo Pace è già una prova d’autore maturo essendo le trame avvincenti e di sicuro impatto emotivo con interessanti e originali risvolti psicologici e colpi di scena che non possono non spiazzare anche i lettori più smaliziati. Lascio dunque la parola ai relatori e all’autore ma prima di questo tengo ancora a sottolineare quello che deve essere sempre il dovere di un editore: la continua ricerca da un lato della qualità letteraria di un testo (dal contenuto alla forma), dall’altro dell’imprescindibile dialogo (sempre fertile e ricco) con l’autore. Insieme, autore ed editore, possono condividere e compiere un percorso che, è auspicabile, può protrarsi nel tempo in un mutuo dialogo arricchente per entrambi nel senso della realizzazione di una produzione che caratterizzi l’identità stessa della casa editrice nella quale, a sua volta, possa identificarsi l’autore.

Invito infine tutti i presenti a leggere i libri editi da “Cultura e dintorni”: dai romanzi, ai racconti, ai saggi, alle sillogi poetiche. Informazioni sulla produzione della casa editrice sono disponibili sul sito www.culturaedintorni.it. È anche possibile diventare “Lettori forti” di Cultura e dintorni ricevendo così tutti i libri editi dalla stessa casa editrice nell’arco di un anno (generalmente circa una decina, laddove le statistiche ufficiali definiscono “Lettori forti” coloro che leggono tre libri all’anno). Per informazioni e adesioni potete scrivere a: redazione@culturaedintorni.it.

Vi ricordo che la casa editrice edita anche il periodico bimestrale “Cultura e dintorni” (omonimo alla casa editrice), luogo non solo virtuale dedicato alla Cultura e all’Arte in tutte le loro forme ed espressioni. L’autore Filippo Pace è un autorevole esponente del Comitato Scientifico di “Cultura e dintorni” ed è il curatore della rubrica “La letteratura come ricerca di senso”. Nell’ultimo numero, uscito poco più di un mese fa, c’è in apertura l’intervista a Erri De Luca. La rivista è disponibile nelle librerie Feltrinelli ed è anche ordinabile tramite il sito www.ibs.it digitando per intero: Cultura e dintorni. Periodico bimestrale di informazione culturale volume 8-9.

Ringraziando ancora tutti per la gentile partecipazione invio a tutti i presenti i miei più sinceri saluti augurando una buona presentazione e una sana lettura di “Cera una volta la Rivoluzione” di Filippo Pace.

 

                                                                                                                        Luca Carbonara

                                                                                                              Cultura e dintorni Editore

martedì 3 settembre 2013

Ciambella allo yougurt buona, semplice e leggera (senza burro)...

                            Ciambella allo yougurt
                                    (senza burro)
                                   




 Ingredienti:
  • 300 g di farina 00;
  • La scorza grattuggiata di 1 limone;
  • 1  bustina di lievito;
  • 1 Yogurt magro;
  • Mezzo bicchiere di olio exstravergine d'oliva;
  • Latte q.b;
  • 150 g di zucchero;
  • 2 uova.
Ingredienti per 4 persone


Accendete il forno, modalità statica, a 200° prima di iniziare con l'impasto.

In un recipiente abbastanza capiente ponete le due uova, i 150 g di zucchero, la scorza grattuggiata del limone e iniziate a sbattere il composto.

Quando gli ingredienti saranno ben amalgamati aggiungete l'olio, il lievito e pian piano la farina, precedentemente setacciata, affinchè non crei grumi.

Quando il composto diventa asciutto e difficile da amalgamare aggiungete lo yougurt e pian piano il latte necessario per creare una consistenza cremosa ma ben compatta.

Imburrate una teglia di forma circolare (diametro 20 cm) con buco centrale e versatevi l'impasto.Riponete il tutto in forno a 200° per i primi 20 minuti e a 180° per gli ultimi 10 minuti!

Una volta sfornata, lasciate raffreddare e cospargete l'intera superficie di abbondante zucchero a velo!

Maria Antonietta Azara





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